flag-2303767_960_720

“Conte che vai, Conte che vieni”: la Terza Repubblica e il Governo giallo – verde

“Conte che vai, Conte che vieni”. Dopo una settimana di fibrillazione e la parentesi lampo di Carlo Cottarelli, il giurista ce l’ha fatta. È diventato ufficialmente il Premier del nuovo Governo gialloverde, che ha giurato davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È stato un travaglio lungo e sofferto, quello che ha portato alla nascita della tanto attesa Terza Repubblica, durante il quale Mattarella è stato accusato di impeachment per aver detto “no” alla nomina di Paolo Savona al Ministero dell’Economia. La colpa sarebbe stata quella di aver esercitato una delle sue prerogative.

Al secondo paragrafo dell’articolo 92 della Costituzione si legge che la nomina del Presidente del Consiglio e, su proposta di quest’ultimo, dei ministri spetta al Presidente della Repubblica, che ha dunque l’ultima parola. Mattarella ha perciò applicato la Costituzione e, allo stesso tempo, ha tenuto conto del contesto internazionale. Come Stato membro dell’Unione europea, infatti, l’Italia ha il dovere di dare attuazione al diritto comunitario. Le posizioni euroscettiche di Savona avrebbero potuto mettere a rischio la sua corretta e completa osservanza, anche se – come dichiarato dallo stesso economista – nel contratto di Governo non si è mai parlato di un’eventuale uscita dell’Italia dall’Euro o di venir meno agli impegni europei. Ma resta il fatto che l’agitazione dei Continue reading ““Conte che vai, Conte che vieni”: la Terza Repubblica e il Governo giallo – verde”

index

Elezioni del 4 Marzo, l’incertezza sulla neo legislatura

A  quasi 10 giorni dalle elezioni del 4 marzo, in Italia sembra incerto quali forze politiche daranno il via alla prossima legislatura. E il clima rimane molto teso.

Il voto ha sancito la vittoria del Movimento Cinque Stelle, mentre il Partito Democratico e Forza Italia hanno subìto una pesante sconfitta. La sorpresa (o quasi) è l’ampio consenso ottenuto dalla Lega di Matteo Salvini che, oltre ad aver superato per numero di voti il centro sinistra, è diventato il primo partito di centro destra.

Ora con le consultazioni, bisogna aspettare che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, decida a quale leader affidare l’incarico di formare il nuovo Governo. Un Governo capace di garantire la durata della legislatura.

Mentre Luigi Di Maio ha aperto subito al dialogo con tutti i partiti, nel Partito Democratico molti, vicini a Matteo Renzi, sono convinti della necessità di un rinnovamento del Partito, che potrebbe costringere il segretario ad abbandonare definitivamente il palcoscenico politico. Pesa inoltre la mancata rielezione in diversi collegi degli esponenti Dem prescelti da Renzi.

Gli stessi del Partito Democratico che ora spingono per le primarie e per l’elezione di un nuovo segretario, sono convinti – per ora – che il centro sinistra non può stringere alleanze né con il Movimento Cinque Stelle, né con un partito «estremista», come la Lega di Continue reading “Elezioni del 4 Marzo, l’incertezza sulla neo legislatura”

ballot-box-1359527_960_720

Le elezioni del 4 marzo viste dai mercati. E dal mercato, al banco della sora Tina.

Concetta, per tutti solo la “sora Tina”, ha un banco di frutta e verdura al mercato rionale. Il mercato lo conosce bene, ha visto crescere bambini urlanti tra le bancarelle, ora giovani adulti, che continuano a rivolgersi a lei per la migliore produzione delle fertili terre laziali.
Con il marito, elettricista, hanno cresciuto due figli maschi. Entrambi hanno proseguito gli studi fino al conseguimento della laurea, il vero orgoglio della sora Tina che a malapena aveva potuto finire le scuole medie (ma come fa lei i conti sulla busta di carta neppure un matematico del MIT).
Uno, Fabio, ingegnere a Milano, l’altro, Alberto, architetto che, dopo anni di contratti a progetto e contrattini di vario genere, ha tentato la fortuna a Parigi, trovandola come tutti quelli che si sono armati di buona volontà, sacrifici e dolore di abbracciare qualcuno in un aeroporto e salutarlo fino a chissà quando.
Continue reading “Le elezioni del 4 marzo viste dai mercati. E dal mercato, al banco della sora Tina.”

politics-2426940_960_720

Unione europea: la crisi dei partiti tradizionali e del “fare politica”. Spunti di riflessione.

Tra il 2015 e il 2017 in Europa si sono svolte numerose giornate elettorali. In Francia, Germania ed Austria si sono infatti tenute recentemente le elezioni politiche, mentre si continua a discutere sull’avanzare dei partiti di estrema destra, dei nazionalismi e dei populismi. E c’è già grande attesa per il confronto politico in Italia, la prossima primavera.

In Francia, è ancora oggi indubbio il trionfo di Emmanuel Macron e del suo movimento “En marche!”. In occasione delle elezioni politiche francesi – mentre l’Europa temeva la vittoria dell’estrema destra – Macron ha conquistato la presidenza, decretando il flop del Front Nacional di Marie Le Pen. Macron è diventato immediatamente il simbolo di una nuova Francia. Volto giovane della politica, Macron sembrava aver intercettato i voti dei francesi delusi dai partiti tradizionali. Ben presto, però, l’elezione di Macron ha disvelato il dato più importante: la vittoria dell’astensionismo.

Continue reading “Unione europea: la crisi dei partiti tradizionali e del “fare politica”. Spunti di riflessione.”

german-flag-1332897_960_720

Da “noiose” a “storiche”: le elezioni politiche 2017 in Germania

Una campagna elettorale che negli ultimi mesi ha regalato pochi colpi di scena, un vincitore che si dava per scontato fin dall’inizio, due grandi partiti con contenuti simili: queste le premesse delle elezioni politiche tedesche 2017. Una noia. Mortale. E poi: i risultati. Definiti “storici” dall’autorevole Die Zeit. Un riassunto su come si è arrivati fino a qui e cosa ci aspetta nel futuro.

Il “Schulz-Effekt”

A ben guardare un colpo di scena in campagna elettorale c’è stato: ovvero l’ascesa e caduta del leader dei Socialdemocratici tedeschi (SPD) Martin Schulz. Figlio di un minatore del Saarland, passato da libraio nel Nordreno-Westfalia a carismatico presidente del Parlamento Europeo a Bruxelles, il Schulz, tradizionalmente molto amato dall’opinione pubblica tedesca, era l’asso nella manica della SPD contro la cancelliera. Dotato di retorica diretta e tagliente, capace di scaldare l’animo della sinistra moderata   ed europeista tedesca, sembrava destinato a vincere sulla vaghezza Continue reading “Da “noiose” a “storiche”: le elezioni politiche 2017 in Germania”