Golden Globe: sul red carpet in total black contro le molestie!

Nella lunga notte dei Golden Globe, tra premi attesi non arrivati e italiani rimasti a mani vuote, a farla da padrone è stato il grido delle star cinematografiche e televisive contro le molestie sessuali. Il red carpet si è tinto di nero. Attori e attrici da tutto il mondo hanno indossato l’abito del colore del lutto, in solidarietà alle tante vittime degli abusi, lanciando un messaggio forte, di speranza e di cambiamento. Lasciando poca attenzione a chi ha preferito un abito colorato invece che adeguarsi al dress code adottato durante la cerimonia della serata. 

La cerimonia della 75esima edizione dei Golden Globe, svoltasi al “Beverly Hilton Hotel” di Beverly Hills a Los Angeles, ha avuto un tema centrale, univoco, quello contro gli abusi. Vestiti in nero e con spilla del movimento “Time’s Up”, con riferimento al movimento #metoo, progetto sostenuto da molte attrici, tra cui Natalie Portman, Meryl Streep, Cate Blanchett, Reese Witherspoon, i divi hollywoodiani non si sono lasciati sfuggire l’occasione per protestare e schierarsi in prima linea a favore delle vittime di Harvey Weinstein, Kevin Spacey e Dustin Hoffman. Anche Seth Meyers, alla sua prima esperienza da conduttore, si è unito ai colleghi, lasciando spazio a battute sui molestatori seriali che hanno infangato il mondo del cinema: “Buonasera signore e signori, o meglio quello che resta degli uomini. Buon anno a tutti: nel 2018 la cannabis è stata liberalizzata e le molestie sessuali finalmente no”.

Un discorso che rimarrà nella storia della premiazione, è quello di Frances McDormand: “Sapete che tengo per me le mie idee politiche, ma è stato fantastico essere qui stasera e partecipare a questo spostamento teutonico. Le donne che sono qui non lo sono certo perché si mangia gratis”. Tra le attrici più risentite e indignate dagli eventi, è stata Oprah Winfrey, salita sul palco per ritirare il Golden Globe alla carriera, le sue parole sono state chiare e dirette: “Per troppo tempo le donne non sono state ascoltate o credute quando hanno osato raccontare la loro verità sul potere di certi uomini. Ma questo tempo è finito”. La presentatrice e attrice si è soffermata anche su un altro tema che ha emozionato il pubblico, quello sui neri: “Oggi è un grande privilegio essere la prima donna nera a ricevere questo premio e non dimentico il fatto che ci saranno altre ragazzine che stanno guardando la tv in questo momento”. Sarà davvero l’alba di un nuovo giorno?

I Golden Globe da sempre fanno da traino agli attesissimi Premi Oscar, per questo motivo sono molto attesi dagli addetti ai lavori e seguitissimi dal pubblico di tutto il mondo. La serata hollywoodiana, tra battute e serietà, ha portato grandi sorprese e qualche conferma. Tuttavia, le storie al femminile sono quelle che hanno riscosso più successo. Chi si aspettava il trionfo del film drammatico “La forma dell’acqua”, di Guillermo Del Toro, sicuramente è rimasto spiazzato dalla vittoria dell’outsider Martin McDonagh con il film “Tre manifesti a Ebbing, Missouri”. Per i patriottici che incrociavano le dita per gli italiani, le speranze si sono vanificate: Fabio Guadagnino, con “Chiamami con il tuo nome”, Paolo Virzì, in lizza con Hellen Mirren come miglior attrice protagonista, e Paolo Sorrentino, rappresentato da Jude Law in gara come miglior attore protagonisti, sono stati ignorati dall’assegnazione dei premi. Il film tutto al femminile “Lady bird”, ha vinto nella categoria miglior commedia o musical, diretto dalla regista Greta Gerwing con Saoirse Ronan, vincente del premio come attrice protagonista. Un altro premio al femminile è stato dato a Nicole Kidman e Laura Dern, per la serie tv “Big Little Lies”. La Kidman ha rivolto il suo discorso alla mamma, alle figlie, agli abusi e al marito.

Il prossimo red carpet, il più importante della stagione cinematografica, sarà quello della notte degli Oscar. La premiazione si terrà il 4 marzo, mentre le candidature verranno annunciate il 23 gennaio.

Premi per il Cinema:

  • Miglior film drammatico: Tre Manifesti a Ebbing, Missouri
  • Miglior film commedia o musicale: Lady Bird
  • Miglior regista: Guillermo Del Toro, per “La forma dell’acqua”
  • Miglior attrice protagonista in un film drammatico: Frances McDormand, per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”
  • Miglior attore protagonista in un film drammatico: Gary Oldman, per “Darkest Hour”
  • Miglior attrice protagonista in un film commedia o musicale: Soirse Ronan, per “Lady bird”
  • Miglior attore protagonista in un film commedia o musicale: James Franco, per “Disaster Artist”
  • Miglior film d’animazione: Coco
  • Miglior film straniero: In the fad
  • Miglior attrice non protagonista: Allison Janney, per “I, Tonya”
  • Miglior attore non protagonista: Sam Rockwell, per “Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”
  • Miglior sceneggiatura: Martin McDonagh (“Tre Manifesti a Ebbing, Missouri”)
  • Migliore colonna sonora originale: Alexander Desplat (“La Forma dell’Acqua”)
  • Migliore canzone originale: “This is me” di Benj Pasek e Justin Paul (“The Greatest Showman”)

Premi per la Televisione:

  • Miglior serie drammatica: The Handmaid’s Tale
  • Miglior attrice in una serie drammatica: Elisabeth Moss, per “The Hadmaid’s Tale”
  • Miglior attore in una serie drammatica: Sterling K. Brown, per “This is Us”
  • Miglior serie commedia o musicale: The Marvelous Mrs. Maisel
  • Miglior attrice protagonista in una serie commedia o musicale: Rachel Brosnahan, per “The Marvelous Mrs. Maisel”
  • Miglior attore protagonista in una serie commedia o musicale: Aziz Ansari, per “Master of None”
  • Miglior miniserie o film per la televisione: Big Little Lies – Piccole grandi bugie
  • Miglior attrice in una miniserie o film per la televisione: Nicole Kidman, per “Big Little Lies – Piccole grandi bugie”
  • Miglior attore in una miniserie o film per la televisione: Ewan McGregor, per “Fargo”
  • Miglior attrice non protagonista in una miniserie o film per la televisione: Laura Dern, per “Big Little Lies – Piccole grandi bugie”
  • Miglior attore non protagonista in una miniserie o film per la televisione: Alexander Skarsgard, per “Big Little Lies – Piccole grandi bugie”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *