“Francuz” di Andrej Smirnov: recensione del film in concorso al Trieste Film Festival

In concorso al Trieste Film Festival il lungometraggio “Francuz” del regista russo Andrej Smirnov.

Il festival, che si concluderà il 30 gennaio, è uno tra i principali appuntamenti italiani con il cinema dell’Europa centro orientale ed è per la prima volta visibile online, sulla piattaforma MYmovies.

L’opera cinematografica, Francuz, è dedicata ad Alexander Ginzburg, giornalista, poeta, attivista e dissidente russo. Attraverso lo sguardo del protagonista, un giovane francese di nome Pierre, recatosi a Mosca per uno scambio culturale con l’università, si coglie la vita della società russa, dominata, ancora, dai fermenti politici degli anni trascorsi tra la repressione, di cui i gulag sono simbolo, e il presente, apparentemente sereno.

La storia è ambientata nel 1957. Pierre (Anton Rival) giunge nella città russa con due intenti: conoscere in modo approfondito la scuola di danza a scopi di studio e andare alla scoperta delle tracce lasciate da un suo parente, Aleksei (Aleksandr Baluev).

La madre ha lasciato la Russia da giovane ed è riuscita, lontana dalla sua terra, a costruirsi un futuro; Pierre ricalca i suoi passi, ritornando, tuttavia, al passato.

Tra la ricerca di Alex, prigioniero negli anni ’30 e ora scomparso e l’incontro con Kira Galkina (Evgenia Obraztsova) e Valera Uspenskij (Evgenij Tkačuk), rispettivamente ballerina e fotografo,  il ragazzo apprende gli aspetti viscerali della società russa, dominata dai divieti che i giovani cercano di superare attraverso la musica, le poesie e l’arte.

Nella musica jazz, vietata ma accettata, nelle poesie che si devono nascondere seppur stampate e nell’amore che non può superare il controllo, Pierre, così come lo spettatore, conosce un territorio che se pur, apparentemente, ha superato la repressione e la guerra, fa percepire nella popolazione ancora la prigionia.

La fotografia (Jurij Šaygardanov) in bianco e nera veicola in modo visivo il messaggio subliminale che il film reca: sotto un apparente normalità vive il silenzio del sofferente. Chi da prigioniero fu graziato dalla morte, sente che, tuttavia, non lo fu dalla vita.

“Bei tempi quando le persone avevano paura di peccare tanto”.

Se non c’è più nulla per cui lottare, probabilmente, non esiste nemmeno il peccato.

https://www.youtube.com/watch?v=lV1mUpxX-W8&feature=emb_title

 

Sceneggiatura: Andrej Smirnov.

Fotografia: Jurij Šaygardanov.

Montaggio: Alla Uruzbaeva.

Suono: Oleg Tatarinov.

Scenografia: Vladimir Goudilin.

Costumi: Liudmila Gainceva.

Interpreti: Anton Rival, Evgenia Obraztsova, Evgenij Tkačuk, Aleksandr Baluev, Roman Madyanov, Mikhail Efremov.

Produzione: Marmot Film.

Distribuzione internazionale: All Media Company.

 

NOTA DEL REGISTA

Per me era importante raccontare la storia della generazione di uomini degli anni Sessanta alla quale appartengo. Alcuni di loro hanno 7 o 8 anni più di me, come Evtušenko e Voznesenskij. Ricordo perfettamente quell’epoca di relativa libertà, una fase di distensione dopo il XX Congresso del PCUS e il Festival della gioventù a Mosca. Ho scelto di mostrare questo momento attraverso gli occhi di uno straniero, un francese. Avevo bisogno che fosse una persona normale, cresciuta in un paese normale, non in un regime totalitario. Volevo uno straniero che avesse uno sguardo obiettivo sulla nostra realtà. Questo racconto si mescola a quello di un ufficiale bianco che ha passato la vita nei campi di concentramento. Tatiščev non è una persona realmente esistita: è il risultato di molte storie diverse. Rappresenta un’intera generazione di persone con i loro ricordi personali … Francuz è dedicato ad Aleksandr Ginzburg, uno dei primi dissidenti sovietici.” (A. Smirnov)

 

Andrej Smirnov

Regista, sceneggiatore, produttore e attore, è nato nel 1941 a Mosca. Si è diplomato in regia nel 1962 al VGIK di Mosca. Nel 2003 è stato insignito del titolo di “Artista del popolo russo”.

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